La storia

Una storia cominciata duemila anni fa

La natura circostante l’Islola di Cavallo conserva ancora evidenti le vestigia di un lontano passato, risalente a circa duemila anni fa Cavallo, infatti, era l’isola preferita dai Romani, i quali hanno lasciato alcune tracce di scavo rinvenute  sulle rocce bianche che popolano il suo territorio. Le orme romane rinvenute sono state lasciate nel periodo imperiale da artigiani che vi estrassero lo straordinario granito con cui venivano decorate le ville patrizie dei loro padroni. Perché non vi si siano insediati, rimane un mistero. Ancora oggi si puó trovare le tracce di questi scavi, sopratutto nella Double Plage. Alcuni studiosi individuarono anche tribù ibero-liguri, le stesse che abbiamo visto installate in Corsica e Sardegna settentrionale.

Nel tempo l´isola è diventata punto d´appoggio per le barche, che, venendo dalla Toscana, si fermavano  nelle sue baie, prima di ripartire per le cittá corse, Bonifacio ed altre, portando il carbone che alimentava la piccola industria locale. Poi, negli anni ’50, serviva anche da riparo ai pescatori che navigavano tra la Corsica e la Sardegna, passando per le Bocche di Bonifacio.

Infine negli anni ’60 Cavallo cambia la sua storia, quando Jean Castel, uno dei più famosi proprietari di night club parigini, alla fine degli anni ’60 acquistò l´intero arcipelago di Lavezzi, per cederlo poi alla Corsica in cambio del permesso di edificare qualche casetta sull´unico gioiello che volle tenere per sé: Cavallo. Nacquero villini, un porticciolo, e col tempo anche una pista di atterraggio in terra battuta, per coloro che volevano rapire l´isola con gli occhi, dall’alto, in una volta sola.

Nel 1972 mancava ancora l´acqua diretta, che arrivò dalla terraferma solo negli anni ’80. Ma i serbatoi costruiti fino a quel momento erano più che sufficienti a dissetare le poche centinaia di persone che avevanno la loro residenza estiva nell´isola e agli ospiti che vi facevano scalo. Poi sorge l´Hotel des Pecheurs che, negli anni, migliorò sempre più la propria immagine.

Il porto venne ampliato grazie ad una diga foranea in granito, e a nuovi pontili in legno. Le nuove strutture di cui venne dotato furono studiate in modo da non sovrapporsi al paesaggio. All´interno del Village des Pecheurs, una zona residenziale adagiata tra spiagge e ammassi rocciosi che le danno un aspetto quasi lunare, le villette sono costruite con tetti rivestiti da coppo antico, rifinite con balaustre e portoncini in legno pregiato, aperte sul mare con ampie vetrate in materiali termoisolanti, appoggiate su incantevoli scorci di pietra a vista.

 

L’ORIGINE DEL NOME

Il perché di Cavallo? In due carte geografiche, una del 1766 e un´altra del 1787, si poteva identificare l´isola con il nome di Isola Cavalli, nel plurale. Poi, in un´altra mappa, adesso del 1831, era diventata Isola Cavallo: questo perché l´isola vista dall´alto ha una forma di un cavallo, con testa, gambe e coda.